BENEDIZIONE ALLA CITTA’ DI
ASSISI
1655 99. Sempre durante la sua dimora in quel palazzo,
sentendo Francesco di peggiorare di giorno in giorno, si fece
portare alla Porziuncola in barella, giacché non avrebbe
potuto cavalcare per l'aggravarsi della sua malattia.
Quando i frati, che lo portavano giunsero vicino allo ospedale,
disse loro di posare la barella per terra, ma voltandolo,
in modo che tenesse il viso rivolto verso la città
di Assisi: egli aveva perduto quasi del tutto la vista, per
la gravissima lunga infermità d'occhi. Si drizzò
allora un poco sulla lettiga e benedisse Assisi con queste
parole: «Signore, credo che questa città sia
stata anticamente rifugio e dimora di malvagi iniqui uomini,
malfamati in tutte queste regioni. Ma per la tua copiosa misericordia,
nel tempo che piacque a te, vedo che hai mostrato la sovrabbondanza
della tua bontà, così che la città è
diventata rifugio e soggiorno di quelli che ti conoscono e
danno gloria al tuo nome e spandono profumo di vita santa,
di retta dottrina e buona fama in tutto il popolo cristiano.
Io ti prego dunque, o Signore Gesù Cristo, padre delle
misericordie, di non guardare alla nostra ingratitudine, ma
di ricordare solo l'abbondanza della tua bontà che
le hai dimostrato. Sia sempre, questa città, terra
e abitazione di quelli che ti conoscono e glorificano il tuo
nome benedetto e glorioso nei secoli dei secoli. Amen».
Detta che ebbe questa preghiera, fu trasportato a Santa Maria
della Porziuncola.